04 dicembre, 2015

OLTRE L'AMORE di Jay Crownover

Dietro la sua aria insolente e i tatuaggi che ricoprono il suo corpo, Cora Lewis nasconde un cuore spezzato, e non vuole bruciarsi di nuovo. Cora vorrebbe incontrare una persona che non abbia problemi da risolvere e sia pronta a impegnarsi. Finché non conosce Rome Archer. Rome è ben lontano dall'essere perfetto. È testardo, rigido e prepotente. Ed è tornato dalla sua ultima missione molto provato sia fisicamente che moralmente. Rome si è sempre trovato a ricoprire troppi ruoli: fratello maggiore, figlio prediletto, super soldato. Ma nessuno fa più per lui. Ora è solo un uomo che cerca di capire cosa fare con la sua vita, e come tenere a bada i demoni oscuri legati alla guerra e alle perdite subite. Era pronto ad affrontarli da solo, ma Cora ha fatto irruzione nel grigiore della sua vita, illuminandola... E quel che all'inizio sembra imperfetto potrebbe anche durare per sempre...

Terzo capitolo della serie “The tattoo series” e al momento, quello che mi è piaciuto di più.
Cora lavora al Marked, (studio di tatuaggi che da il nome alla serie nella versione originale) è un tipo esplosivo, un forte carattere racchiuso un corpo minuto. Soprannominata “Campanellino” dai suoi amici, è nella sua natura, prendersi cura degli altri, in attesa di trovare l’uomo perfetto che curi il suo cuore spezzato.
Rome è il fratello maggiore di Rule, (protagonista del primo libro della serie) ex militare in congedo, è alle prese con i traumi della guerra. Scontroso e dal brutto carattere, sta cercando di capire cosa fare della sua vita, quando Cora, con la sua esuberanza e i suoi colori, irrompe nel suo mondo.
Anche in questo libro molte scene hot, inchiostro, amore, tanto amore e le sue conseguenze.



03 dicembre, 2015

BABBO NATALE NON VIENE DAL NORD

 
 
Trama:
Marcello è un cinquantenne divorziato che campa alla giornata esibendosi come prestigiatore in locali poco raccomandabili. Dopo il suo ultimo spettacolo viene assalito da un'avvenente signora che si scopre essere la moglie del proprietario, e dunque il compenso della serata per Marcello viene ridotto all'osso. Il suo manager, Gerardo, gli trova un incarico come Babbo Natale adibito alla consegna dei regali ai clienti di un McDonald's di Salerno e Marcello, rassegnato, accetta. Peccato che sua figlia India, cresciuta con la madre a Varese, abbia scelto proprio le vacanze di Natale per riavvicinarsi al padre, responsabile secondo lei (e la sua psicologa) di aver condizionato in negativo i suoi rapporti con gli uomini. La situazione (letteralmente) precipita quando Marcello, vestito da Babbo Natale, cade da un transennato a Salerno e perde la memoria, risvegliandosi in un centro di accoglienza per bambini gestito da un prete, il combattivo Padre Tommaso. Riuscirà Marcello a ritrovare la memoria e a recuperare il suo rapporto con India?
 
Un cast di grandi nomi, da Maurizio Casagrande (anche regista) a Giampaolo Morelli e comparse d'eccezione.
Esordio  come attrice della cantante Annalisa che nel film prova a mettercela tutta.
La trama sembra promettere tante risate, ma ahimè il film strapperà solo qualche sorriso, forse destino dei maggiori "cinepanettoni".
Punto debole del film, a mio avviso, è caricare la comicità sulle classiche sceneggiate napoletane che ormai lasciano il tempo che trovano. Anche il tentativo di far risultare comica la presa in giro su un ragazzino sovrappeso risulta deludente.
Risaltano molto gli sponsor, togliendo forse punti al film in sé.
Sempre spettacolare invece la famosa illuminazione di Salerno che accende la città di magia nel periodo di Natale.

Buona visione

by Lisa

01 dicembre, 2015

COLTIVIAMO LA FIDUCIA

EDITORIALE di Laura Marabelli

...C'è un profondo legame tra il tempo che è stato e quello che è.
Ed è il senso stesso che diamo al nostro percorso, a quello che siamo stati e che diveniamo ogni giorno...
Scrivevo così nell'editoriale del primo gennaio.
Oggi, nell'ultimo editoriale di quest'anno, voglio riprendere quel filo.
Sto cercando di sostituire la fiducia alla speranza.
Speranza e fiducia che spesso usiamo come sinonimi, ma che non lo sono affatto.
Chi spera non si fida affatto, ma si aspetta troppo e non sempre tutto si può controllare fino in fondo.
Chi confida, invece, accetta quello che è, lo vive e lo adatta, trasformandosi.
La fiducia è perseveranza.
Un ostinarsi, quasi, a ricercare una luce, districandosi ogni giorno nelle difficoltà che vediamo finalmente per quelle che sono.
Sperare, invece, è una continua lotta contro l'inevitabile, per poi magari ritrovarsi a disperare.
L'atteggiamento della fiducia appare inattivo, in realtà comporta invece una grande attività, ma di coscienza,  che va continuamente rinnovata.
Occorre coltivare la fiducia.
Ognuno ha il suo metodo, chi la meditazione, chi la preghiera, chi la riflessione, chi l'ascolto...
Mi piace la parola coltivare. 
Che non è più programmare, pianificare, ma dedicarsi, impegnarsi per veder crescere un'idea, un progetto, un'amicizia, un sentimento, qualcosa che ti motivi e in cui credi e coglierne ogni giorno i germogli.
Personalmente predico bene ma spesso razzolo malissimo, ma vale la pena di riprovare, sempre.



26 novembre, 2015

TI PREGO PERDONAMI - MELISSA HILL


Si tratta di tre storie d'amore e tre persone che vorrebbero farsi perdonare, chissà chi e per cosa poi...

Cominciamo da Leonie, una giovane rossa irlandese che arriva a San Francisco per lasciarsi tutto alle spalle, ma cosa? Lei è restia a parlarne con le nuove amicizie tipo la sua titolare o la vicina di casa Alex, ma anche con la sua migliore amica Grace. Andando avanti nel romanzo si intuisce che è turbata e pian pianino la scrittrice torna indietro nel tempo e ci da degli spaccati della sua vita, dell'inizio della sua storia con Adam e via via degli sviluppi fino a scoprire, verso la fine, i motivi della sua fuga. 

Alex è una giornalista, all'inizio sembra tormentata e non si capisce perché, sta uscendo con Jon, un brillante medico, eppure fatica a lasciarsi andare. Quando si imbatterà in Seth, il suo ex, anche in questo caso riusciamo a scoprire i motivi di tali turbamenti. Tra i due, chi sceglierà?

C'è poi la storia di Helena e Nathan, Leonie scopre per caso delle lettere che lui le ha scritto e così cerca di capire chi siano i protagonisti. Leonie prova empatia con Nathan, lui nelle lettere chiede ad Helena di perdonarlo e Leonie vuole che la donna gli dia ascolto.

Nelle sue investigazioni, Leonie coinvolge Alex ed insieme vagliano tutte le possibilità cercando di rintracciare Helena e Nathan ma, non riuscendoci, fanno un appello durante il programma di Alex. In molti risponderanno ma solo una persona sembra credibile, che sia la chiave di tutto?

In questo romanzo niente è come sembra, solo nelle ultime pagine vengono svelati i misteri e fino alla fine ci sono sorprese!

Una lettura che colpisce, magari all'inizio il ritmo è un po' lento ma dopo i primi capitoli si entra nel vivo della storia delle protagoniste e si va avanti con voracità per saperne sempre di più.

Il romanzo è un ritratto dolcissimo dell'amore, quello vero che resiste alle avversità e che può rinascere dopo un perdono sincero, se necessario.


15 novembre, 2015

UN PIZZICO DI... Santi e sagre

Prendendo spunto da eventi occorsi nei miei dintorni, oggi voglio parlarvi della figura di San Martino che si è festeggiata qualche giorno fa.


San Martino di Tours, celebrato come il protettore dei pellegrini, nacque intorno al 317 D.C ed è stato uno dei primi santi non martiri della Chiesa Cattolica. Figlio di un tribuno della legione, rivestiva la carica di "circitor" nella Gallia, dove visse l'esperienza che cambiò per sempre la sua vita e lo consegnò alla storia, alla leggenda e alla santità.

Questi giorni, almeno da me, ci sono giornate calde e soleggiate, un po’ inusuali e così sento dire da molti “è l’estate di San Martino!”. Ma da cosa deriva questa espressione?

Secondo la nota leggenda,  “Un giorno d`autunno, l’11 novembre probabilmente, mentre usciva a cavallo da una delle porte della città francese di Amiens, dove viveva, vide un povero, mezzo nudo e tremante per il freddo. Martino si impietosì e sguainò la spada, tagliò il suo bel mantello di lana e ne diede la metà al povero. Immediatamente il sole si mise a scaldare come in estate. Per questo motivo, si chiama l`estate di San Martino quel periodo agli inizi di novembre in cui spesso accade che la temperatura si faccia più mite”.


Si dice che “a San Martino ogni mosto diventi vino”, ma sapete perché?

La Festa di San Martino celebrata l'11 Novembre, giorno della sepoltura del Santo, è vissuta in vari modi ed in Italia fa rima con festa del vino, infatti, l'11 Novembre viene "battezzato" il vino novello durante allegri banchetti, accompagnato da carne, castagne arrosto e frutti di stagione.

Lo scorso weekend, infatti, da me c’è stata una sagra dedicata al vino e alle castagne, in un paese di circa ventimila anime ne sono transitate 150mila extra per assaggiare vino e pietanze tipiche della murgia tra le stradine del centro storico. Questo stesso weekend, invece, ce ne sono almeno altre due nel raggio di pochi km.

06 novembre, 2015

LE GAZZE LADRE di Ken Follett



Reims, maggio 1944. Un gruppo di partigiani tenta l'assalto al castello di Sainte-Cécile, centro nevralgico dei collegamenti tra le forze di occupazione tedesche. L'attacco viene respinto ma il cinico maggiore Dieter Frank si rende conto di trovarsi di fronte avversari pronti a tutto. Tra loro c'è una donna, l'agente dello spionaggio inglese Flick Clairet. Soprannominata "Pantera", Flick unisce al fisico minuto e sensuale una determinazione e un'audacia fuori dal comune. Di lì a poco metterà a punto una squadra composta di sole donne per portare a termine la missione fallita. Tra Flick e Dieter ha inizio un duello senza esclusione di colpi, fatto di agguati, inseguimenti, sfide sul filo dell'astuzia e dell'esperienza, fino allo scontro ultimo e risolutivo.
 
Un romanzo storico ed avvincente, una trama ben intrecciata che si ispira a personaggi e situazioni reali, ma di cui poco si veniva a conoscenza a quei tempi.
Il tutto si svolge in una manciata di giorni prima della fatidica data dello sbarco in Normandia che in tutto il romanzo incombe come un'ombra da un lato temuta e dall'altro spasmodicamente attesa. Una data che restò segreta per la maggior parte di coloro che si adoperarono a spianare la strada affinché avvenisse e che, infatti, in tutto il libro non viene mai rivelata, benché oggi sia fin troppa nota.
Ottime le descrizioni dei luoghi e dei costumi dell'epoca. Fin troppo chiare quelle dei metodi di tortura utilizzati dai tedeschi.
Follett riesce a far calar il lettore sia nel ruolo di Flick che di Dieter, i due veri protagonisti del libro, seppur appartenenti a schieramenti opposti.
Interessante il modo in cui delinea  con molta cura ed altrettanta semplicità i ruoli protagonisti di ogni guerra e che solo con tale scenario possono emergere del tutto in ognuno di noi, ovvero quello di vittima e di carnefice.
 
Buona lettura
by Lisa
 
 

01 novembre, 2015

INDIGNAZIONE E SCONCERTO


 
Per l’editoriale di Novembre ho scelto di spendere qualche parola su alcuni casi di “ordinaria criminalità”.
Prendo i due fatti di cronaca più recenti, da una vasta scelta a cui potrei attingere: Il gioielliere di Ercolano ed il pensionato di Vaprio d’Adda.
Entrambi condividono lo stesso sopruso: sono stati scelti come vittime da ladri.
Entrambi condividono la stessa reazione: si sono difesi, a discapito della vita di due malviventi.

No, non ho detto a discapito della vita di due vittime, ma proprio di due malviventi.

Persone che del crimine avevano fatto il loro “mestiere” e che, a suo tempo, avevano scelto una strada che sapevano fin troppo bene essere scorretta e rischiosa, ma non si sono fermati. Quindi perfettamente CONSAPEVOLI di ciò che stavano facendo.

Non vittime quindi. Ma carnefici che hanno con le loro azioni, scatenato delle reazioni.

Perché le vittime designate, non dimentichiamolo, erano, in questo caso, coloro che hanno avuto il coraggio di difendersi.
Una piccola e doverosa precisazione di ruoli che oggi sembra non essere molto chiara.
A quanto pare anche i malviventi condividevano un particolare, oltre che la scelta del crimine: erano disarmati. Il primo possedeva armi giocattolo, il secondo pare nulla.
Sono stati fermati per sempre da proiettili veri di chi, esasperato dal continuo incalzare della delinquenza, ha scelto di avere delle armi vere per difendersi.

INDIGNAZIONE e SCONCERTO.
Le accuse adesso non sono per i malviventi che hanno scatenato queste reazioni con le loro azioni. Adesso sono per le vittime che ne sono uscite incolumi fisicamente, ma provati nell’anima.

Perché forse è facile per chi delinque sparare e togliere la vita (ne sono pieni i notiziari di notizie di rapine finite male per le vittime e non per i criminali), ma non per chi vive con la paura di non avere mezzi di difesa attendibili. Perché anche chiamare il 112 e il 113 non sempre è facile oltre che possibile. Senza contare la risposta che troppe volte si riceve: “Non ci sono pattuglie in zona, c’è da attendere.”
E che ho chiamato un taxi?!
Mi stanno entrando in casa dei ladri, non oso immaginare cosa mi faranno oltre che derubare e mi sento mettere in attesa?!

INDIGNAZIONE e SCONCERTO.
Perché la vita è sì sacra e come tale va difesa! E tu Stato, tu forza dell’ordine, se vieni meno alla mia difesa o anche in ritardo, non puoi poi accusarmi di aver provveduto da me!

INDIGNAZIONE e SCONCERTO.
Riporto solo tre frasi dei familiari dei due ladri rimasti uccisi.

“Non si può uccidere per 5000 euro!”
“Si porterà sulla coscienza l’averlo ucciso!”

"La legge dice che si spara in alto o in basso, non contro.”

Non si può uccidere per 5000 euro! Ma benedetto il cielo! A nessuno di loro viene il rimorso per la PROPRIA coscienza nel non aver mai fermato il marito e padre? Non li sfiora neanche il pensiero che se non avesse scelto questa strada ora sarebbe ancora vivo?
Alla compagna del ladro che conosce così bene cosa dice la legge su dove si dovrebbe sparare… nessuno ha spiegato cosa dice la legge sul rubare?!

INDIGNAZIONE e SCONCERTO.
Ciò che più mi deprime ed opprime in questa faccenda è  quella fascia di pubblico che, opportunamente armato di “finto” buonismo, si dispiace per i criminali morti e inveisce contro le vittime che si sono difese.
Qui, lo ammetto, l’indignazione e lo sconcerto toccano in me l’apice.

E finalmente capisco!
Finalmente capisco perché in un Paese dove delinquere dovrebbe essere sbagliato, diventa addirittura da difendere o questione di vanto. Capisco perché la giustizia diventa ingiustizia. Capisco perché la vittima si trasforma inesorabilmente in carnefice e il mondo si appresta a capovolgersi.

No, non è “merito” di delinquenti o di vittime designate.
E’ tutto “merito” di questi “buonisti” che dal di fuori riescono a dire con tanta lucidità cosa è giusto fare o non fare, atteggiandosi a giudici supremi e, armati di un discutibile senso di giustizia,  si scagliano contro le vittime delle rapine, ovvero difendendo chi PER PRIMO HA SBAGLIATO e ha innescato, con le proprie azioni, una serie di eventi drammatici.

Ora capisco perché la delinquenza aumenterà sempre: perché è avallata da costoro che poco fanno sentire la loro voce quando a morire è il rapinato, ma son pronti a farsi sentire quando a morire è il delinquente. E i criminali si sentono incoraggiati da costoro. Incoraggiati a continuare per la loro strada.
Attenzione: questa non è una storia di eroi. Né di caduti da commemorare.

Questa è una storia che SI POTEVA EVITARE! A priori!
E non, come sostengono alcuni, impedendo la difesa alla vittima designata, ma bensì evitando di diventare criminali.
Alle famiglie dei delinquenti rimasti uccisi posso solo dire che comprendo il loro dolore, il dolore di aver perso una persona cara in modo tragico.

Ma più di me, di sicuro  comprenderanno quel dolore i familiari di tutte le vittime innocenti che non sono sopravvissuti alle rapine.
E ciò che resta di tutta questa storia è solo INDIGNAZIONE e SCONCERTO.   

By Lisa  

27 ottobre, 2015

TRENT'ANNI E LI DIMOSTRO - AMABILE GIUSTI


 Protagonista di questo romanzo è Carlotta, una quasi 30enne senza lavoro e senza uno straccio d'uomo che per questo viene continuamente vessata dai familiari. I suoi genitori sono ormai divorziati, lei assomiglia a suo padre, minuto e gentile, mentre sua sorella ha preso dalla loro madre, una donna vulcanica e spesso inopportuna.

La vita di Carlotta sembra all'inizio di una svolta quando riesce ad ottenere un lavoro in una emittente televisiva locale, peccato che sul fronte amoroso sia tutto un disastro. Carlotta, infatti, è ormai cotta da mesi del suo coinquilino Luca, un figo che però usa le donne come fazzoletti e rifugge dall'idea della monogamia e dall'amore.

Riuscirà Carlotta ad arrivare ai 30 anni senza troppi guai e magari non più da zitella? Lascio a voi scoprire il se e il come.

Titolo e copertina mi hanno spinta a leggere il romanzo senza aver nemmeno dato un'occhiata alla trama, lo avevo da un po' e il pensiero ci andava spesso, finalmente era arrivato il suo momento.

Devo dire che all'inizio Luca, per quanto accattivante, mi stava parecchio antipatico a dir poco... almeno nel corso della storia viene fuori il suo lato umano!

Per Carlotta, invece, ho provato da subito simpatia, abbiamo alcune caratteristiche in comune anche se avrei voluto scrollarla per aprirle gli occhi su varie cose. Capisco il suo stato d'animo perché i parenti ammorbano anche me con il fatto di essere single, avere figli prima che sia tardi ecc, tutto il mondo è paese!

Una lettura scorrevole, letto letteralmente tutto d'un fiato nel corso di un pomeriggio perché la curiosità era troppa e speravo per Carlotta, proiettandomi nella sua storia per certi versi.

Il linguaggio dell'autrice è simpatico, spesso irriverente e riporta alla realtà del nostro quotidiano rendendo la storia più vicina ai lettori.

Avevo bisogno di distrazione e positività e questo romanzo, nonostante le varie vicissitudini dei protagonisti, me li ha trasmessi, non avrei potuto chiedere di meglio.

23 ottobre, 2015

ESTINZIONE di James Rollins


1832. Affascinato da una misteriosa rotta segnata su una mappa antichissima, Charles Darwin decide di spingere il Beagle sempre più a Sud, fino a lambire i ghiacci dell'Antartide. Ma ciò che vedrà lo convincerà a bruciare il resoconto di quella spedizione e a distruggere ogni prova dell'esistenza di un luogo maledetto. California, oggi. "Uccideteci tutti". È questa l'agghiacciante richiesta che arriva da un laboratorio militare segreto. E infatti, quando la squadra di soccorso arriva sul posto, è ormai troppo tardi per intervenire. Perché nel raggio di cinque chilometri intorno al sito, ogni forma di vita ha cessato di esistere. Washington, oggi. Un gruppo di uomini armati irrompe nella sede della DARPA ed elimina l'unico biotecnologo in grado di dare un senso ai dati sconcertanti raccolti nella zona del disastro. A Gray Pierce rimane quindi solo una possibilità: rivolgersi ad Alex Harrington, un controverso scienziato di fama mondiale che, negli ultimi tempi, aveva intrattenuto una fitta corrispondenza col direttore del centro californiano. Harrington è disposto a collaborare, però a condizione che Gray lo raggiunga nella sua stazione di ricerca in Antartide. L'agente della Sigma è troppo esperto per non sospettare che si tratti di una trappola, ma deve correre il rischio, se vuole salvare l'umanità dall'estinzione...



ESTINZIONE di James Rollins

Ebbene sì, per la decima avventura dedicata alla Sigma Force, Rollins scomoda proprio Charles Darwin, le sue teorie e particolari riguardanti la sua vita. E dopo il salto nel passato, snoda una storia che attraverso il presente sembra proiettarci in un futuro lontanissimo e che invece, come spiegherà l’autore stesso nelle note finali, è già qui.

Ed è forse questo a rendere ancora più inquietante l’argomento trattato, ovvero il bioterrorismo.

Tra tutti i romanzi della serie, questo sembra essere il più catastrofico, come lascia presagire il titolo stesso e spiega chiaramente ad ogni lettore argomenti ostici quali il DNA e le sperimentazioni di tipo biologico realmente in atto per rendere le specie viventi più resistenti.

Perché, come Darwin insegna, non è la specie più forte a sopravvivere, ma la specie che meglio si adatta.

Il tutto senza annoiare il lettore che da una spiegazione scientifica si ritroverà nel bel mezzo di avventure mozzafiato da una pagina all’altra, nel tipico stile “mai troppo tranquillo” di Rollins.

Per gli accaniti fans delle sue avventure sarà  inoltre facile associare alcune parti di questo libro ad un’altra sua opera (Amazzonia) e riconoscere personaggi di altre avventure.

Buona lettura

By Lisa


01 ottobre, 2015

Expo...



E siamo arrivati all’ultimo mese della tanto parlata, discussa, visitata, esposizione universale.
Expo Milano 2015. Ci siete stati? Io ad agosto con la mia famiglia.
Al primo impatto, il primo aggettivo che viene in mente per descriverla è; bella. Enorme, padiglioni spettacolari, ottima organizzazione e pulizia, ma era tutto veramente necessario?
L’Expo mi è piaciuta, tra code e caldo terribile, mangiando in piedi tra un espositore e l’altro, siamo riusciti a visitare 16 padiglioni in 12 ore. Davvero belli, scenografici, firmati da grandi architetti ma, il tema di questo grande evento, “Nutrire il pianeta” l’ho visto in pochissimi espositori.
Nutrire il pianeta. Viviamo in un mondo dove c’è gente che, nel terzo millennio, ancora muore di fame, e poi ti imbatti nel padiglione dell’Angola, il primo che abbiamo visitato. Grande, bellissimo dentro e fuori, sarà costato milioni, e poi ti chiedi se, uno stato dell’Africa, continente dove il tasso di bambini che muore di fame è ancora troppo elevato, non poteva spendere tutti quei soldi per aiutare il suo popolo.
Se in una parte di questo nostro strano mondo c’è gente che non ha cibo e a volte neanche l’acqua, in altre parti il cibo si butta. 
Il padiglione USA, immenso, con originali orti verticali e dentro, il nulla. A parte alcuni video di Obama e consorte che parlano e spiegano, non c’è niente, ma, al piano terra, c’è un filmato diviso per stanze, dove, la popolazione americana, che ha il più alto tasso di persone obese e in sovrappeso, ci spiega l’importanza del cibo…
Oltre ai padiglioni con i propri bar ristoranti, ci sono anche molti altri chioschi per mangiare e gustare i sapori del mondo. Noi, non essendo carnivori, non siamo andati ad assaggiare hamburger di zebra o coccodrillo, siamo rimasti sul classico, ma all’expo si trova di tutto, una bella occasione, per chi come me, non ama viaggiare e certi luoghi e pietanze li vedrà solo in fotografia, ma evidentemente, ingozzarsi al McDonald, per molti è stato più interessante.
Belli i Cluster, piccoli espositori, per chi non si poteva permettere di più, ma che, divisi per paesi, seguono un tema. Cluster del riso, del cacao, delle spezie e dei cereali.
Davvero bello anche il simbolo di questa esposizione universale, l’albero della vita, ma in questo caso sono di parte, poiché è nato nella mia Valle e uno degli ingegneri è un mio compaesano.
Ormai l’Expo sta finendo, ancora trenta giorni e calerà il sipario. Non aiuterà certo a “Nutrire il pianeta” e sicuramente, ha nutrito i portafogli di qualcuno, ma merita di essere visitata, almeno una volta.


 Stefy



30 settembre, 2015

ALICE PUNTO E A CAPO - CAROL MARINELLI


Alice è una giovane donna inglese che ormai da 10 anni vive in Australia, appare frivola e si comporta in modo sconsiderato spesso ma, a capo di tutto c'è probabilmente un suo segreto.

La nostra rossa camuffata non ha fortuna con gli uomini, è cotta dell'amico gay Dan ma quando la sua strada incrocia quella di Hugh, coinquilino temporaneo, scoprirà cos'è l'amore.

Alice sta abusando di psicofarmaci per tenere a bada i suoi attacchi di panico e mischiato all'alcool il tutto è un mix ovviamente pericoloso, riuscirà a venirne fuori grazie ai suoi amici e all'aiuto della psicologa?

In parte la storia si snoda tra passato e presente, il dolore per il divorzio dei genitori da bambina, i turbamenti da adolescente fino all'attuale sregolatezza. La piccola Alice aveva solo bisogno d'amore e cercandolo finisce per ferirsi in modo quasi irreparabile.

Un libro che mi ha coinvolto molto, è ricco di sentimenti, momenti drammatici eppure così realistici da far provare empatia per Alice. La ragazza in copertina sembra davvero Alice, una ragazza alla fine finalmente serena e... rossa!

Letto in spiaggia ma non la classica lettura da ombrellone, mi ha piacevolmente colpita, lascia il messaggio che tutti possiamo avere delle seconde occasioni nella vita. Dopo il baratro si sa che si può solo risalire e la voglia di non arrendersi ci aiuta in questo.


24 settembre, 2015

OLTRE NOI L'INFINITO di Jay Crownover

Con i suoi pantaloni di pelle aderenti, un profilo tagliente e un'aria misteriosa, Jet Keller è il protagonista delle fantasie più sfrenate di ogni ragazza. 

Ayden Cross è cresciuta accanto a tipi poco raccomandabili e di certo non ha intenzione di farsi abbindolare dagli occhi scuri e ipnotici di Jet. Ha paura di bruciarsi, ma, nonostante tutto, anche solo essere sfiorata da lui la accende. Jet non riesce a resistere alle gambe chilometriche di Ayden, infilate in quegli stivali da cowboy, che sembrano sfidarlo. Eppure, più gli sembra di esserle vicino, tanto più è forte la sensazione di non conoscerla. E nel momento in cui capirà di volerla a qualsiasi costo, dovrà fare i conti con qualcuno che ha un'idea di relazione completamente diversa dalla sua. La fiamma iniziale lascerà il posto a un amore duraturo, o consumerà i loro sogni lasciando solo cenere?

Secondo capitolo della serie Marked Man, in Italia “The Tattoo Series”.
Jet e Ayden sembrano apparentemente a due mondi opposti ma hanno la stessa storia alle spalle. Una famiglia disastrosa e i loro problemi, il loro passato che cercano di nascondersi a vicenda, impedisce, soprattutto a Ayden, di lasciarsi andare.
Scene hot, inchiostro e musica metal, famiglie complicate, guai e amici sempre pronti a tutto. Una nuova storia d’amore che si legge tutto d’un fiato.


15 settembre, 2015

UN PIZZICO DI ... VITA SOTTO IL MARE



C'è chi ha ottanta zampe e c'è chi lancia lampi di luce. 
Vivono nelle acque polari, molti non avevano neppure un nome. 
Un biologo ha fotografato questi piccoli invertebrati  e ha raccontato la loro vita, molto simile a quella sulla terra. 
Scopriamola insieme...Cuspidella è una medusa che sembra un fiore o  una sonda spaziale...



Poi c'è Gonionemus che ha ottanta zampe, ciascuna munita di un disco adesivo, per attaccarsi alle alghe e alle scogliere. Attraverso il suo corpo trasparente si vedono anche le cellule sessuali, un pò come gli oblò delle navicelle che si vede cosa c'è dentro. La sua è, infatti,  una struttura funzionale e perfezionata per navigare nello spazio marino, come le navicelle spaziali navigano negli spazi siderali.
Ma pensate, mentre razzi e satelliti sono stati costruiti dagli uomini, questa bestiola va in giro negli oceani polari da milioni di anni, inconsapevole della propria modernità.
Siamo qui di fronte a un campionario delle più sconosciute e fantastiche creature che popolano l'unica parte del nostro pianeta ancora da scoprire, ed è veramente affascinante sapere che nel mondo ci sia ancora qualcosa avvolto dal mistero.
Questi piccoli esseri invertebrati, vivono nelle acque dei mari del nord e spesso accompagnano il loro fluttuare con l'emissione di lampi di luce grazie a particolari organi fotogeni che permettono loro di produrre e modulare la quantità di luce necessaria per attirare un partner o una preda o ancora per ingannare un predatore.
Arriviamo, dunque al pezzo forte di questa esplorazione: la Clione che a differenza di tutte le altre lumache, non striscia, ma nuota e lo fa con eleganza e rapidità a mille metri di profondità, ma non lasciatevi ingannare da tanta grazia, perchè è una spietata cacciatrice di molluschi marini.
Questo animaletto ha poi risolto un problema non da poco, in materia di sesso, infatti, fa tutto da solo perchè essendo ermafrodita, può dedicarsi a solitari e acrobatici amplessi





Ed infine la Limacina, una chiocciola marina, chiamata anche farfalla di mare.
Siamo abituati alle chiocciole che camminano con lentezza portando con sè la propria casa, ma nel mare anche le chiocciole hanno una marcia in più.
Sono in grado di "volare" nelle spazio marino con la grazia delle ballerine. E la conchiglia? Quella c'è sempre, ma è trasformata in un organo che serve a mantenere il proprio assetto in acqua.
E allora cosa aspettate? Immergetevi con fantasia e curiosità in questo splendido mondo sottomarino e godetevi lo spettacolo.

Laura


13 settembre, 2015

FESTIVAL DELL'ORIENTE



Immergersi nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato. L’ 11, 12, 13 Settembre ed ancora il 18, 19, 20 Settembre, il Festival dell’Oriente arriva per la prima volta a Napoli, presso il complesso fieristico Mostra d’Oltremare.
Mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali si alterneranno nelle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni.
Interagisci e sperimenta gratuitamente decine di terapie tradizionali, visita il settore dedicato alla salute e al benessere con i suoi padiglioni dedicati alle terapie olistiche le discipline bionaturali, lo yoga, ayurvedica, fiori di bach, theta healing, meditazione, spazio vegano, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica, rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora. Lasciati trasportare nella magia dell’oriente: India, Cina, Giappone, Thailandia, Corea del Sud, Indonesia, Malesia ,Vietnam, Bangladesh, Mongolia, Nepal, Rajasthan, Sri Lanka, Birmania, Tibet ect…
 
 


Appena si varcano i cancelli della Mostra d’Oltremare ciò che colpisce all’istante sono gli odori provenienti dai vari ristoranti orientali.
Quasi come un richiamo, si segue la scia e con un solo passo, dall’esterno all’interno del primo padiglione, l’occidente lascia il posto all’oriente.
I visitatori iniziano  una full immersion nell’atmosfera orientale con un’esposizione di abiti tipici provenienti da tutte le culture orientali,  tra statue, armature di samurai e dipinti dai classici disegni orientali di ogni dimensione.
L’esposizione non è soltanto dimostrativa, ma anche commerciale e pratica.
C’è da perdersi tra gli stand di prodotti di ogni tipo, dagli abiti agli accessori, dai complementi d’arredo alle spezie da poter acquistare tra vaste scelte.
Oriente e Medio Oriente offrono il meglio dei loro prodotti e delle loro abilità, spesso svolte anche da occidentali.
Un’area è completamente dedicata agli spettacoli folkloristici, con diversi palchi su cui gli artisti si esibiscono con danze e canti tradizionali dei loro Paesi. E tra una danza ed un canzone è anche possibile assistere al rito del tè o a coreografie di arti marziali.
L’altra area invece è dedicata al benessere e alle arti marziali e tra dimostrazioni pratiche (qualcuna anche gratuita) su palco o negli stand e conferenze informative (almeno una ogni ora), si potrà apprendere tanto su sistemi di cura alternativi, naturali e sicuramente ancora più antichi della medicina stessa.
Di tanto in tanto è anche possibile incappare in stand più occidentali che prediligono comunque sistemi di cura alternative, come cristalloterapia, aromaterapia, riflessologia e metodo Bates.
E tra i molteplici ristoranti orientali, come non fare una sosta a sorpresa per una crepe alla Nutella o spiedini di Waffel da far passare sotto cascate di cioccolato bianco, a latte o fondente. Sicuramente più occidentale, ma resistere è impossibile.
Per chi desidera qualcosa di più esoterico, non manca la possibilità di farsi leggere i tarocchi, l’aura al computer o l’anima  da uno  sciamano italianissimo.
Quando si varcano di nuovo i cancelli per uscire, si ritorna pienamente nell’Occidente, ma non senza aver portato almeno un pizzico di Oriente con sé.
 
Buon divertimento
By Lisa


 
 

11 settembre, 2015

LA DOLCE TENTAZIONE DELL'AMORE - DONNA KAUFFMAN


Kit ha 29 anni e tutta la sua vita ha vissuto di torte d'arachidi. Erede di un'impresa familiare nel campo dolciario, la Mamie Sue, si ritrova ora senza famiglia, senza attività e senza casa a causa dei maneggi di suo cognato Teddy.

Kit deve quindi ripartire da zero nella vita e così si trasferisce sulla piccola isola di Sugarberry, su invito della sua amica Charlotte, per dedicarsi alla preparazione di cupcakes.

Dopo Un amore di cupcake e Un bacio alla vaniglia, riprendono quindi le vicende a Sugarberry, è infatti il terzo libro dell'autrice che leggo ed appartengono tutti alla serie dei cupcakes.

Dal chiacchiericcio all'interno del cupcake club, Kit viene a conoscenza che uno dei rampolli della famiglia di avvocati che ha aiutato suo cognato ad affossarla è sull'isola ma, ormai è troppo tardi per fuggire.

Il rampollo in questione è Morgan che a quanto pare si sta prendendo cura della nipotina di 5 anni, dopo la morte del fratello e di sua moglie; sull'isola vive la nonna materna della bambina, Bertie, peccato che le due si siano viste appena alla nascita della piccola Lily.

Conoscendo gli abitanti dell'isola, Kit scopre che è stata magica per rimettere in sesto Lani e Riley che ora sono felicemente accompagnate da Baxter e Quinn, avrà fortuna anche lei?

L'attrazione tra Morgan e Kit è da subito palpabile, le rispettive nuove condizioni fanno temere loro tutto eppure i sentimenti si rafforzano, saranno in grado di resistervi?

Vi lascio questi interrogativi perchè non voglio togliervi il gusto della lettura, spero di avervi incuriositi quanto basta.


In molti tratti ho sorriso per la spontaneità della piccola Lily e le battute della meno giovane Alva, un romanzo d'amore ma anche divertente.

Come sapere adoro i rosa e la cucina per cui il solo titolo non poteva che attrarmi, alla fine poi ci sono anche delle ricette per cui sono stata doppiamente soddisfatta. Aspetterò con ansia la traduzione del quarto capitolo della serie, è sempre un piacere ritrovare personaggi conosciuti in precedenza.



02 settembre, 2015

L'Amore vero... per te com'è?

Riguardo l'Amore di coppia sono stati scritti miliardi di miliardi di cose .
Nella maggior parte dei casi si sarà tenuto a sottolineare che ci si stava riferendo all'Amore vero. Magari chi scriveva era mosso da esperienza personale e voleva solo dire la sua.
Ecco proprio quello che mi accingo a fare oggi ...dico la mia pure io perché fondamentalmente ognuno di noi ha il suo punto di vista, modo di vivere e di rapportarsi e quindi uno in più uno in meno non fa differenza,ma sempre meglio l'abbondanza diceva qualche vecchio saggio pensando ai periodi di carestia.
Quanto meno potrà servirà a qualcuno come piccola riflessione, a me come conferma di qualcosa che ancora non avevo messo nero su bianco e a qualcun'altro come spunto per ripassare il suo pensiero perché magari ci si rivedrà in pieno in queste righe.
E chissà che non piovano commenti di com'è per voi l'Amore vero. Mi piacerebbe sì, perchè anche a me piace riflettere leggendo il parere e le esperienze altrui.Non ho nessuna verità in tasca,non ce l'avrò e non la vorrò avere nemmeno a 100 e più anni se dovessi campare tanto.
L'essere che smette di apprendere, riflettere e si sente arrivato è morto appena nato.


Com'è per me l'Amore vero...
L'amore che ci fa pensare di voler passare tutta questa vita con l'altra persona lo definisco vero quando avvolge anima e corpo,quando fa sentire di essere coinvolta con ogni cellula e riesce a far pensare di poter edificare insieme all'altro fondamenta così stabili da reggere a qualsiasi catastrofe.
Lo reputo vero concependolo come capace di curare ogni ferita,di scombussolarmi e farmi ritornare a posto coi miei tempi e cambiando le cose ma senza farmi sentire poi fuori posto nella nuova situazione e condizione.
Lo ritengo finito quando lascia non rimarginabili graffi sul cuore per insofferenza,con cecità o egoismo.
E' vero quando permette il cambiamento di se stessi,quel cambiamento che è inevitabile perché questa  vita su questa Terra ha una regola principale...la regola dell'evoluzione. Se resti fermo sei perso,vieni inghiottito dal tempo che ti passa su sotterrandoti e  lasciandoti essere solo un fossile, un ricordo.
Mi giunge come Amore falso quello che ti fa sentire subito come la stella del firmamento e dopo come il riflesso di un'immagine che non è la tua ma quella dell'altro.
E' vero quando disseta col suo bicchiere prima me e poi se stesso, quando  rassicura di continuo senza sentirne la fatica e fa sentire sempre accolti  anche nei lati peggiori.
E' vero quando  regala un fiore come un diamante solo per gioire del sorriso che si stamperà sul mio viso e nei miei occhi.
L'Amore vero nelle mie idee resiste per due quando l'altro crolla e l'aiuta a rialzarsi facendogli recuperare forze e fiducia in sé e in tutto.
La sua forza non ti fa sentire mai oppressa o costretta, ma spinta di doppia forza perché si unisce sempre alla tua.
Si esprime con tutto se stesso purché tu lo comprenda sempre e pienamente e non nasconde mai dei pezzi di pensiero per paura.
Lui le paure le vuole affrontare e vuole sempre farlo con te.
La grandezza e l'intensità di un tale sentimento si sente nel suo processo di crescita insieme e quando uno dei due cuori dovesse giungere a capire che ha sbagliato tutto,che qualcosa si è rotto e non riesce a darsi più totalmente, l'altro sa bene che non  può permettersi di provare a lottare ancora perché non c'è più una meta unica per due.
E se ha Amato veramente ti accompagna dove vuoi... in quel punto dove insieme pronuncerete la parola Addio per rispetto a tutto quello che di bello avete vissuto insieme e che di brutto avete superato insieme.

Buon Amore vero ...
                                                                         Stefania Vitaliano.

29 agosto, 2015

SANTA DEGLI IMPOSSIBILI di DARIA BIGNARDI



Ci sono molte forme di preghiera, alcune sono inconsapevoli.
Per esempio ritrovarsi in macchina e cantare a squarciagola Io Vagabondo dei Nomadi, ripetendo il ritornello all'infinito è una di queste.
Poi ci sono i rosari di vostra nonna, quasi dei mantra, ciascuno con il suo santo dalle specialità esclusive, come santa Rita, la santa dei casi impossibili...
Questo piccolo libro, scritto come una sorta di diario dagli stessi protagonisti, Mila, Paolo e la loro figlia maggiore Maddi, parla di noi, parla a tutte noi.
Parla della stanchezza della quotidianità, del voler far tutto e farlo al meglio possibile, mentre intorno tutti ti dicono... che ci vuoi fare...
Parla anche di famiglia, della sua idealizzazione e insieme della difficoltà di reggerne il peso e conciliarlo con la libertà.
Libertà anche di uscire da sola e camminare sotto la pioggia, senza sapere bene dove si sta andando, purchè sola, purchè libera, almeno ogni tanto...
Ed è proprio sotto la pioggia che un giorno Mila ha un incidente, più cercato che capitato, anche se non ha il coraggio di ammetterlo nemmeno con sè stessa.
Si risveglierà in ospedale e farà amicizia con Annamaria, una teologa, sua compagna di stanza, che le parlerà di Santa Rita e del suo volo metaforico, quasi magico, che la porterà in convento, quasi un volo di libertà.
E qualcosa, in Mila, cambia...forse solo una luce alla fine del tunnel. Forse.
Questa, non è la storia di una conversione, ma semplicemente la storia  di una donna che chiede non solo un riconoscimento, ma anche del bisogno di condivisione, di essere  tutt'uno col mondo.
Alla fine, non ci è dato sapere cosa accadrà, perchè l'autrice conclude con Mila finalmente dimessa dall'ospedale e con quel ...Oggi non vado a lavorare. Non so ancora dove vado, però cammino...lasciandoci immaginare finali diversi.
Buona lettura  Laura




26 agosto, 2015

AMORE, PARIGI E UN GELATO AL PISTACCHIO - IRENE PECIKAR

L'inizio del romanzo mi ha riportata sulla Torre Eiffel visto che anche io soffro di vertigini come la protagonista e così ho visto la scena con i miei occhi. Ebbene, tutto ha inizio in quel di Parigi ma due anni prima del presente. 

La protagonista, Samantha, è lì con un uomo, chi sarà? Subito dopo si passa al presente a Milano, Samantha ormai lavora in proprio ed è single per cui, cosa è successo dall'idillio iniziale?

Questi interrogativi sorgono spontanei ma, procedendo nella lettura, pian piano si ottengono tali risposte di cui non voglio anticiparvi nulla.

Amore, amicizia e famiglia sono i protagonisti di questo romanzo assieme a bugie e verità intervallate da omissioni varie.

Con un titolo e una copertina così, sfido chiunque a non essere invogliato alla lettura, con questo spirito ho affrontato questo piccolo romanzo e devo dire che sono felice di averci dedicato un po' del mio tempo.

Una storia breve ma anche ricca di personaggi e situazioni. L'alternanza della prima metà del romanzo tra passato e presente da alla narrazione un ritmo veloce e crea interesse nel lettore che cerca di ricostruire i pezzi del puzzle.

Passa il messaggio che, come si sa, l'apparenza spesso inganna e bisogna cercare di sperare in positivo anche quando sembra tutto perduto.


15 agosto, 2015

UN PIZZICO DI... STORIA che invita alla riflessione




Di ritorno da un breve viaggio a Berlino in cui è stato interessante immergersi nella storia di questa città (da luogo di accoglienza per diverse etnie e religioni si trasformò in luogo di morte per le stesse), ho deciso di dedicare questa rubrica ad una delle sue piazze: Bebelplatz (già Opernplatz).
 

Questa piazza divenne tristemente famosa nel periodo nazista, precisamente il 10 maggio del 1933 quando fu organizzato un enorme falò in cui furono bruciati circa 25.000 libri contrari al pensiero nazista.
Perché Hitler ben sapeva che il modo migliore per sottomettere un popolo e trasformarlo in un esercito di burattini era limitarne la cultura, affinché mai si potesse aprire una breccia nella mente per immaginare un futuro migliore o anche semplicemente diverso da quello che lui proponeva.
Una tattica che ancora oggi funziona alla perfezione in altri luoghi del mondo dove si insegna solo ciò che è utile per addestrare chiunque al “sacrificio” per sterminare razze e religioni diverse dalla propria.
Perché la storia cambia forse i luoghi, ma si ripete all’infinito.

Oggi, nella Berlino che riconosce i suoi errori/orrori e dedica ogni giorno dell’anno alla memoria con diversi monumenti, uno per ogni etnia sterminata, a Bebelplatz c’è un lucernaio nella pavimentazione da dove è possibile scorgere una spettrale biblioteca vuota, simile a tante nicchie, grande abbastanza da contenere i 25.000 libri che furono bruciati quel giorno.
 
 

Opera dell’artista Micha Ullman, la libreria vuota ricorda una tomba a tutti gli effetti e, per coloro che storceranno il naso leggendo queste parole perché è impensabile paragonare uno sterminio umano a quello cartaceo, rispondo che è senz’altro vero, non fosse che… sempre a Bebelplatz, accanto al lucernaio c’è il motivo per cui ho scelto di narrare, tra tutti, questo evento.

Due targhe di bronzo riportano citazioni in tedesco. Una di queste è del poeta Heinrich Heine che, nel 1820 (quindi ben un secolo prima) scriveva una frase che si sarebbe rivelata atrocemente profetica e che ancora oggi rischia di avverarsi in altri, forse troppi, luoghi del mondo. La traduzione forse non è precisissima (non conosco il tedesco), ma il senso non cambia: “Laddove si inizia a bruciare i libri, alla fine verranno bruciate anche le persone”.
 

Perché bruciare i libri significa impedire o limitare la cultura, strumento fondamentale all’apertura della mente.
Perché l’apertura mentale è il vero nemico del manipolatore.

Perché ragionare con la propria testa è l’unica difesa che abbiamo a chi vuole trasformarci da persone a burattini e/o portatori di morte e non di vita.
Perché la cultura è vita.

Buona riflessione…
By Lisa
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